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Dollar Shave Club: lo spot che fa la differenza

dollar shave club spot

Ricordate la fortunata campagna pubblicitaria “Proraso, Barbiere a Domicilio” secondo la quale i prodotti “Proraso” fossero talmente efficaci al punto di avere la sensazione di avere un vero e proprio barbiere a casa?

Non siamo giunti ancora a tanto, ma negli USA ci siamo andati vicinissimo.

Cosa è il Dollar Shave Club

Spieghiamo brevemente il servizio, prima di addentrarci nello specifico: Dollar Shave Club, è una startup americana che fornisce servizio di lamette a domicilio a cadenza mensile.

Proprio come un abbonamento telefonico o una qualsiasi utenza domestica, questa startup rifornisce i propri abbonati di lamette per ottemperare al quotidiano (ma da qualche anno nemmeno così quotidiano, visto il boom della moda vichingo-islamica) rito della rasatura.

Direttamente dal sito nella sezione “How it works” leggiamo brevemente il funzionamento del servizio nel concreto:

  • 1 Step, scegli il tuo set di lame;
  • 2 Step, sottoscrivi un abbonamento per la sostituzione delle lamette;
  • 3 Step, scegli la frequenza con la quale ti radi e vuoi quindi sostituire le lamette.

Niente di più semplice, con un atto compiuto dal cliente stesso, l’azienda è in grado di sapere questi quante volte si rade, quando si rade e con quale frequenza.

Alla faccia di qualsiasi strumento di analisi e di tracciamento di Big Data!

Campagna Promozionale e successo

Ma come si introduce nel settore delle lamette da barba un servizio così innovativo e che sfugge dalle normali logiche di mercato?

Ovviamente alla base di tutto c’è una web agency che ha saputo mettere in piedi una strategia di web marketing dai numeri sbalorditivi.

Nel 2011 un video di circa 3 minuti lancia la campagna “Getting Ready” che mostra le più svariate attività di “shaving” maschili.

Nel video vediamo uomini dal discutibile sex appeal, grassoni in vasca da bagno, travestiti alle prese con la “preparazione” intima di ogni giorno.

Vediamo l’uomo che cerca di mascherare al meglio la calvizie, chi utilizza nastro isolante ad uso ceretta, una drag che prepara al meglio le gambe, un uomo non proprio agilissimo intento a rendere la zona pelvica meno villosa e così via.

Il messaggio è chiaro: indurre la riconoscibilità nell’average man e quindi stringere un legame confidenziale ed intimo con chi sta osservando.

Nel 2012 viene lanciata la campagna promozionale video “Our Blades are F***ing Great!” che conduce nel giro di pochissimo tempo circa 12.000 nuovi utenti a richiedere una sottoscrizione all’abbonamento.

Osservate, se potete, il numerino in corrispondenza delle visualizzazioni: 25 milioni di views.

Non occorre un’analisi della Square Media Agency per classificare la campagna pubblicitaria di Dollar Shave Club, un successo ed una operazione geniale di web marketing.

Ma del resto di cosa parliamo, della classica campagna pubblicitaria bizzarra, fuori dagli schemi e volgare al punto giusto di un’azienda americana (piccola parentesi nelle prime 10 aziende al mondo per valore del brand 9 sono statunitensi e 1 coreana).

Ebbene si, mentre da noi fa scalpore vedere la Pampers incitare le coppie alla fecondazione, chiedendoci se è giusto o meno mandare messaggi così espliciti in tv, in America una startup ti vende l’abbonamento per raderti e ti dice che le loro lamette sono “fottutatmente grandiose”.

Non vogliamo banalizzare il concetto di messaggio, perché sarebbe poco saggio oggi confondere il pubblico americano con quello italiano, così come il linguaggio e il contenuto dei messaggi pubblicitari, ma bisognerebbe anche ogni tanto chiedersi se il politically correct non stia frenando la creatività e l’evoluzione del Bel Paese.

E se queste domande non ci bastano, potremmo almeno chiederci perché non dovremmo guardare con ammirazione un video promozionale costato 4.500 dollari, girato in un giorno che ha generato 12.000 abbonamenti ad un servizio poco tradizionale.

Nel video del 2016 “What the FAQ,” l’azienda risponde a domande bizzarre dei propri clienti in ambito di shaving e di cura intima, non tradendo mai la sfrontatezza che ha caratterizzato i primi due video promozionali.

Unilever ed acquisizione

Nel 2016 Unilever acquista l’azienda per 1 miliardo di dollari

Adam Weber, lo storico marketing executive lascia l’azienda l’anno dopo, ma viene confermato tutto il comparto creativo che conta 10 professionisti del settore.

Prossimi passi: il mercato dei Millennials

L’azienda ha recentemente dichiarato che l’obiettivo di medio periodo è rappresentato dall’ingresso nel segmento dei millennials, ad oggi poco esplorato a causa probabilmente dell’assenza di un prodotto pensato appositamente per questa fascia di mercato.

Aspettiamoci il prossimo grande video pubblicitario targato Dollar Shave Club!