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Facebook ed Instagram a confronto

Facebook ed Instagram a confronto in merito agli obiettivi da raggiungere ed alle strategie di social media marketing da implementare.

Facebook ed Instagram a confronto

Facebook ed Instagram sono due social network che si utilizzano molto spesso in sinergia per creare continui rimandi l’uno verso l’altro. Risultano essere strumenti fondamentali sui quali basare una corretta strategia di web marketing.  Molto spesso, infatti, sia professionisti che aziende effettuano il cross-posting inteso, in questo caso, come un post che viene pubblicato o in modo identico su tutti i social (in questo caso Instagram e Facebook) oppure in modo diverso (sia nel formato che nel copy): in questo modo si possono effettuare rimandi e far scoprire altri dettagli di un post (es.: pubblicare un post su FB e far continuare la comunicazione, che sia un video o altro, su IG e viceversa).

I due social sono FONDAMENTALI per ricevere insight sui consumatori: gusti, preferenze, genere ed età che permettono di conoscere il proprio potenziale cliente ed adattarsi alle esigenze modificando, nel caso, la creatività.

Tendenzialmente la pagina (o il profilo IG) di un professionista che offre un servizio differisce solo nella spesa e nel budgeting rispetto ad un’azienda che vende un prodotto.

Purtroppo, la segmentazione del pubblico effettuata da Facebook (Instagram è addirittura peggio, vista la massiva proliferazione di utenti fake e bot) non è ottimale e non permette una buona parcellizzazione del retargeting, portando sì ad un aumento della reach, ma anche ad un aumento del CPC e un declino del CTR.
Si tratta, in breve, di una comunicazione massiva che viene limitata inizialmente dagli interessi e che, in teoria, dovrebbe essere ottimizzata con pubblici personalizzati e lookalike.

A livello mondiale, soprattutto per i professionisti che ovviamente devono spiegare il servizio che offrono, la costante è stata quella di produrre e sponsorizzare maggiormente i video, vero e proprio contenuto importante che raggiunge così l’importanza delle foto; quest’ultime vengono utilizzate ancora e maggiormente dalle aziende che vendono prodotti attraverso un e-commerce, perché permettono una visualizzazione statica e precisa verso l’oggetto di vendita.

Sia i video che l’esposizione di un prodotto, però, non sono sempre performanti per un semplice motivo: non permettono una reale differenziazione rispetto ai competitor e, inoltre, copertura, like, reaction e visualizzazioni sono pure e semplici vanity metrics (che possono comunque essere utilizzare per creare un proprio funnel e quindi “ottimizzare” il remarketing”).

Settori di “successo” per Facebook ed Instagram a confronto per l’anno 2019:

web marketingPer quanto riguarda Instagram, da poco si sono attivate due funzioni importanti:

1) La possibilità di condividere un’anteprima del video caricato sulla propria IGTV (fondamentale per chi è imprenditore, libero professionista o personal branding strategist).

2) La funzione “Chekout” permette di acquistare i prodotti visualizzati nei post direttamente dal social network, senza passare per il sito esterno dell’azienda che lo vende.

agenzia social media napoliTra i formati preferiti, gli utenti delle stories di Instagram sono in costante aumento, ma sono i post del newsfeed che fungono da attivatori e hanno la più alta percentuale di impression: in questo modo si alimentano brand awarness e interazione grazie ad una call to action diretta (Swipe up o invia un messaggio in direct).

Facebook ed Instagram a confronto

Ricapitolando:

– Video e live video diventano fondamentali per aumentare reach e interactions soprattutto per i liberi professionisti e gli influencer marketing che hanno bisogno di raccontare una “storia”.
– Le foto restano, comunque, il punto focale degli utilizzi sia su Facebook che su Instagram, specialmente per le aziende che hanno un e-commerce e che puntano sulla crescita del proprio business attuando valide strategie di web marketing.
– Le stories di Instagram sono in continuo aumento (a differenza di quelle di Facebook) e permettono un coinvolgimento più “umano” e “intimo” sia per i potenziali consumatori di un prodotto, che per un pubblico interessato a seguire il proprio influencere/professionista preferito
– Facebook è ancora lo strumento più utilizzato per quanto riguarda le ADS, le quali sono molto improntate sulle vanity metrics (like, visualizzazioni e copertura) e, purtroppo, non permettono una buona segmentazione del pubblico (quindi la generazione di un funnel risulta poco ottimale, almeno inizialmente).
– Creare sinergie comunicative tra i post di Instagram (che godono di maggiore visualizzazione) e le stories accompagnadole dagli influencer. Diventa importante, quindi, non rivolgersi ad un mercato ampio perché comporterebbe maggiori costi, ma segmentare il più possibile il proprio mercato e rivolgersi alla propria nicchia di appassionati e potenziali clienti producendo contenuti esclusivi.

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