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21 Febbraio 2021 mauro

Marketing sportivo: brand che diventano famosi

Nell’era attuale, il marketing è costantemente adoperato da ogni settore in cui l’obiettivo di fondo è fare “business”.
Ovviamente sul mercato esistono diverse tipologie di marketing che si sono sviluppati nel tempo e con le innovazioni digitali, ma quello che ha sempre avuto una continua ascesa è il marketing sportivo.
Ne conosci il significato? Sei consapevole delle modalità in cui lo si pratica?

Vediamo insieme una breve guida per esplicitare in sintesi tutti i punti salienti.

Il significato del marketing sportivo

Il marketing sportivo è quel ramo del marketing che si occupa di promuovere beni e servizi tramite lo sport, sponsorizzando contemporaneamente anche lo sport di riferimento.
Per quanto possa sembrare banale e scontato, lo sport assume un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi, specialmente per coloro che lo praticano o lo amano maggiormente, poiché è parte integrante della nostra cultura sin dai tempi antichi.

Tale aspetto gioca un ruolo fondamentale nel mondo del business poiché, grazie ai sensi emozionali e il rapporto di fidelizzazione con l’audience, un tifoso o un fan tende a sostenere che ciò che viene pubblicizzato da uno sport e in particolare da una squadra o un giocatore famoso, sia migliore di altri brand e prodotti esistenti sul mercato.
Per fare degli esempi concreti, basti pensare che non è insolito notare, durante una partita, sponsorizzazioni di prodotti casalinghi come quelli legati al brand “Barilla”, “Ringo”o di servizi di linee telefoniche come “Tim”. In alcuni casi sembra essere ancora più funzionale l’associazione tra un Brand o una linea di prodotti, e un personaggio di spicco del mondo dello sport. Uno dei più grandi esempi in questo ramo è sicuramente la Nike con l’associazione tra le “Jordan” e il cestista Michael Jordan che ha fruttato un ingente guadagno per la grande casa di abbigliamento sportivo.
Ciò permette di convertire il tutto in traffico; elemento portante di qualunque genere di marketing.

Ti starete chiedendo come sia nato il marketing sportivo e soprattutto come è arrivato ai giorni odierni?

Diamo insieme uno sguardo nel passato e nel presente.

Evoluzione e successi

Il marketing sportivo è comparso nel 1870 grazie ad un’industria di tabacco che, per la prima volta, decise di promuovere un prodotto non sportivo tramite lo sport: le famose “tobacco cards”, nei pacchetti erano inserite delle carte avente raffigurati giocatori di calcio con la scritta “player’s cigarettes”.

In seguito nel 1936 Jesse Owens, velocista e lunghista statunitense, è stato uno dei primi a ricevere merchandising gratuito dall’azienda Adidas e nel 1954 lo stadio di Baseball Sportsman’s Parke vendette i suoi diritti di denominazione all’azienda di bevande Anheuser Busch.

Invece il 1970 risulta un anno esponenziale per le sponsorizzazioni sportive in quanto, a causa di un fermo legislativo, le compagnie di tabacco non potettero più pubblicizzare i loro prodotti in televisione, in radio e sulla cartellonistica. Pertanto adottarono la strategia di promuoversi tramite lo sport, inizialmente solo col motorsport e in seguito con altri sport, con l’obiettivo di comunicare valori come forza, spericolatezza e rischio.

Il successo di questa tattica attirò sin da subito altre compagnie sviluppando in poco tempo la cosiddetta sponsorizzazione sportiva e il brand ambassador; personaggi sportivi che pubblicizzano prodotti, strategia attualmente in uso.

Come si pratica il marketing sportivo

Dopo aver letto un intero articolo vi starete chiedendo come si pratica il marketing sportivo? Semplice, nel 2021 non si può ignorare l’idea di fare digital marketing per ogni tipologia di marketing.
Ma vediamo nel dettaglio ogni singolo step su cui concentrarsi:

● analisi di business e mercato;
● il tipo di marketing che si vuole fare (esempio: evento regionale, un brand attraverso un giocatore famoso ecc.);
● assegnare un budget;
● definire gli obiettivi;
● valutare le tempistiche necessarie affinché la campagna dia i suoi risultati;
● individuare il target (esempio: fan sportivo, giocatore amatoriale o agonistico ecc.).

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