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26 Marzo 2021 alessio

Gen Z: Conosciamo la generazione più recente di shopper influenti

Una web agency deve conoscere nel dettaglio ogni tipologia di pubblico con cui lavora. Quindi oggi analizziamo al microscopio la Gen Z.
Cosa motiva la Gen Z ad acquistare? Che cosa chiede alla retail experience? Anche se in tutti i Paesi sono in gioco diversi fattori economici, i componenti della Gen Z condividono aspetti comuni della loro passione per l’esperienza retail nel mondo reale, sebbene aumentata alla tecnologia.

Dati chiave sulla Gen Z:

  • Hanno un significativo potere di spesa
  • Sono i più propensi ad apprezzare esperienze del mondo reale.
  • Sono i più propensi a fare shopping in diversi luoghi
  • Sono i più insoddisfatti dell’esperienza online
  • Dai prodotti e dal marketing si aspettano rilevanza.

Qual è la Gen Z?

Coinvolti ed emancipati

Erano dei bambini quando i social media apparvero alla ribalta e furono introdotti gli smartphone, e i nuovi modi di connettersi tra di loro hanno profonde implicazioni per i marketer. Essi navigano in tutto il mondo con i loro telefoni e non penserebbero mai di acquistare senza consultare online e offline la loro rete di amici.

Tecnologici e tattili

Mentre lo smartphone è il loro telecomando per la vita, il loro desiderio è un mondo al di là dello schermo. Sono più “tattili” delle generazioni precedenti e puntano all’esperienza personale del mondo e dei prodotti. Lo shopping online non li soddisfa totalmente: necessitano di tocco e gratificazione immediata.

Influenti e aperti

Hanno opinioni decise, formate da peer e influencer sui social, e inoltre, vista la loro dimestichezza con la tecnologia, aiutano le generazioni più anziane a navigare nel mondo connesso. Sono in una fase cruciale di sviluppo delle preferenze per i brand, dal momento che entrano nella vita autonoma e sono aperti a nuovi retailer e concetti di retail.

Hanno un significativo potere di spesa

L’importo della spesa sia online sia offline in tutte le categorie è considerevole.

In che modo i social e il mobile formano le loro vite

I Gen Zer più giovani possono amare nuove piattaforme come Snapchat e Instagram, ma i Gen Zer più grandi utilizzano ancora molto anche Facebook.

Tendenze

Vediamo alcune tendenze che possono aiutare i brand a capire meglio la Gen Z:

Apprendimento online: La Gen Z impara su Internet, con video tutorial, e mette in dubbio le informazioni che riceve confrontandole con il mare di informazioni che trova sul web (avendo però gli strumenti per distinguere tra informazioni false e vere).

Approccio multipiattaforma: la Gen Z ha un approccio che vede coinvolti i diversi media oggi presenti sul mercato, quindi i brand devono adattare la strategia al tipo di canale scelto, comunicando con trasparenza e semplicità. Dai social alle piattaforme di intrattenimento (Netflix, YouTube…) conoscono i linguaggi di ogni canale.

Co-creazione: i giovani della Gen Z sognano di avere una propria attività, hanno una spinta imprenditoriale maggiore rispetto ai Millennials. Per questo i brand dovrebbero consentire loro di esprimersi, partecipare, collaborare, essere parte del cambiamento, fornendo gli strumenti necessari per apprendere e fare autonomamente (ad esempio how-to e video educativi, community online, gamification). Il brand deve trasmettere saperi e conoscenze e, più in generale, creare valore per il consumatore in considerazione dei suoi interessi, dei suoi gusti, delle cause a cui è devoto.

Interesse per l’inclusione. Sono una generazione multiculturale che ha tutti gli strumenti che emancipano le prospettive di incontro e confronto passate. Si descrivono come globali, hanno identità fluide e sono disponibili a interagire con i loro pari sui temi sociali e a portarli sui social media: uno stile di comunicazione advocational e attività di brand activism li catturano, ma sempre tenendo conto del loro innato spirito critico che non accetta greenwashing, pinkwashing e nessun altro tipo di -washing.

Accessibilità. Inclusione è anche accessibilità, la Gen Z si aspetta dai brand di poter interagire su ogni canale. E tra i canali di comunicazione preferiscono quelli peer to peer, dove confrontarsi con altri. Il brand che vuole acquisirli come target deve dimostrarsi capace di un confronto critico tra pari. In tema di contenuti di intrattenimento, lo streaming è il loro regno.

Realismo. La Gen Z non crede alle promesse di perfezione da parte dei brand, ma si confronta con i compromessi possibili del mondo reale e ha aspettative realistiche, respingendo tutto quello che propone una soluzione perfetta e definitiva ai loro problemi. Per la Gen Z, inoltre, nulla è per sempre, anche per la tipica mentalità esplorativa, dove le esperienze portano alla crescita.

Personalità e autenticità. La Gen Z apprezza quello che dimostra di essere personalizzabile, unico, frutto di una rielaborazione autentica e individuale. Anche per questo i brand dovrebbero proporgli esperienze uniche e servizi di customizzazione, fondamentali per far percepire un prodotto o un servizio qualcosa che possa entrare a far parte della vita di ciascuno come individuo con caratteristiche uniche.

La Gen Z è una generazione “tattile”. Esperisce con il tatto oltre che con la vista, le sensazioni a pelle contano molto. Lo shopping online non è per loro soddisfacente fino in fondo e lo considerano spesso dopo una prima esperienza in-store. Il negozio reale per loro è ancora un’attrazione se è costruito per essere trendy, fruibile, accessibile e ricco di contenuti: per loro è il negozio reale il luogo dove nasce il coinvolgimento con il prodotto e con la marca, ma deve essere un luogo accogliente, capace di rinnovarsi sempre, uno spazio di esperienza e approfondimento più che di vendita sfacciata.

Gamification: tutto è un’esperienza o la riproduzione di un’esperienza reale con connotati realistici ma anche immaginifici: nel fitness, nella moda, nello sport, i brand l’hanno già conosciuta per affrontare i millennials. Per la Gen Z questa nuova frontiera dovranno affrontarla anche altri business, come banche e assicurazioni, e anche raccogliere le opinioni di questa generazione passerà dalla gamification, già utilizzato per le survey dai marketer internazionali più esperti. Non solo quindi il messaggio e il suo contenuto cambia, ma anche il processo utilizzato per arrivare a conoscere i valori percepiti dal target. Cari marketer, occhio…

Il content marketing che amano, infine, è quello impegnato, insightful, di qualità, contestualizzato, multicanale e multiformato: qualcosa che dia informazioni per crescere, non spicciola comunicazione prodotto a se stante.

Insomma, i brand che vogliono cogliere la sfida di questi nuovi consumatori dovranno confrontarsi con una generazione per la quale il digitale è luogo di confronto ma il mondo reale rimane sicuramente l’area di attenzione principale.

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