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2 Novembre 2021 alessio

Cos’è il ROAS e perché è fondamentale per la tua campagna?

Molto spesso le aziende che lavorano nel mondo digital focalizzano la loro attenzione su quelle che sono definite “vanity metrics”. Ovvero quei KPI che non misurano effettivamente l’andamento di un Business o di una campagna, ma sono più che altro metriche “vanitose”.
Spesso si tratta di metriche sui social media che misurano ad esempio follower, like, commenti, condivisioni.

Questi dati sono probabilmente tra i più conosciuti e utilizzati per valutare i risultati delle attività sui social media. Eppure, chi sui social media ci lavora per davvero, sa benissimo che le “vanity metrics” non sono l’unico strumento – né tantomeno quello più efficace – per misurare le performance dei contenuti e soprattutto dell’intera strategia social.
Ecco perché, mentre siamo sempre più ossessionati dal numero di follower, dai like che riceviamo su una foto su Instagram o dal numero di commenti ricevuti su un post facebook, per molti queste metriche rappresentano un indicatore utile sì, ma più che altro a soddisfare l’ego (e a migliorare la percezione che gli altri hanno del nostro alter ego digitale).
Diciamo che sono metriche utili a misurare un’attività di branding o di brand recall.

Esistono però altri indicatori che sicuramente riescono a misurare meglio l’efficacia di una strategia di marketing o anche solo di un singolo contenuto.
Uno di questi è sicuramente il ROAS.

Che cos’è il ROAS?

Letteralmente Return of Ad Spend, o meglio: ritorno sulla spesa pubblicitaria. E’ quindi un indicatore utilizzato per monitorare l’efficacia di una strategia di advertising.
Può essere calcolato sia sul totale delle spese pubblicitarie ma anche semplicemente in base ad ogni singolo canale di advertising utilizzato o addirittura su uno specifico coorte di utenti.
Calcolare il ROAS permette ad una web agency di definire se il budget speso genera abbastanza entrate. Permette inoltre di allocare il budget nei canali specifici che generano migliori risultati così da massimizzare i profitti provenienti dall’attività di advertising.

Come si calcola il ROAS?

Il ROAS è dato dal rapporto tra le entrate generate dall’advertising e l’investimento in advertising stesso.
Per fare un esempio, se investiamo 1000 € in una campagna ads e questa genera 6000 € di vendite sul nostro e-commerce, il nostro ROAS è pari a 6.

ROAS = 6000/1000 = 6

Ciò ci permette anche di avere una previsione di quanto un eventuale aumento/diminuzione di investimento pubblicitario possa impattare sul fatturato, ovvero quanto fatturato mi genera ogni euro speso in advertising. Anche se l’aumento/diminuzione non è mai proporzionale in modo esatto.

Qual è il ROAS giusto?

Non esiste una risposta unica a questa domanda.
Un ROAS accettabile è influenzato dai margini di profitto, dalle spese e dallo stato di salute generale del business.
Anche se non c’è una risposta “giusta”, un comune benchmark ROAS è un rapporto di 4:1 – 4 euro di ricavo per ogni euro di spesa pubblicitaria.
Alcune aziende richiedono un ROAS di 30:1 per rimanere redditizie, mentre altre possono crescere in modo sostanziale fino a soli 3:1.

In conclusione: perché il ROAS è fondamentale per la tua campagna di marketing?

Forse stai pensando: “Sto già monitorando il CTR ed il conversion rate (tasso di conversione). Non è abbastanza per misurare la mia campagna pubblicitaria?

Sì e no.

Sebbene questi KPI monitorino il traffico e le conversioni, rendendo più facile vedere quanto bene stai trasmettendo il tuo messaggio, in realtà non ti dicono quanti soldi stai facendo. Se l’obiettivo della tua pubblicità online è in definitiva quello di fare soldi, non monitorando il ROAS, non saprai quanto sia redditizia la tua campagna o quanto siano necessarie delle modifiche.

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