Mark Baum: chi è nella realtà?

By 19 gennaio 2016cinema, finanza, Marketing, TV
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Mark Baum chi è nella realtà?

Mark Baum abbraccia il crollo del 2008 nel film “La grande scommessa”

Il film “La grande scommessa” narra una storia vera ed è ambientato nel 2005, quando il mercato immobiliare degli Stati Uniti appariva più in forma che mai e concedeva mutui anche a chi aveva avuto problemi pregressi nella sua storia da debitore. Mark Baum è uno dei personaggi principali e lo vediamo da subito spudorato, molto diretto, chiaramente perspicace e molto arrabbiato con il sistema.
Un sistema che commette errori ripetutamente e declina ogni forma di responsabilità, lasciando in maniera codarda che i cittadini paghino. Il carattere di Mark Baum assecondato dalla rabbia, lo incita e non gli impedisce di punire quelli che per lui sono incompetenti, scommettendo contro le banche e creando uno scempio nel processo. Sicuramente Baum è mosso dal desiderio di rivalsa nei confronti dei colossi bancari, ma paradossalmente si arricchisce come tutti gli altri a scapito di milioni di posti di lavoro. Insieme a Mark Baum interpretato da Steve Carell,guardando il film possiamo scrutare le personalità di altri giocatori,esperti di finanza dalle menti lungimiranti che in seguito all’inoperosità dei mutui subprime,prevedono l’imminente crisi economica mondiale del 2008. Questi ultimi sono: Michael Burry (Christian Bale) che se ne va in giro in maglietta e scalzo; Jared Vennett (Ryan Gosling) e i due giovani investitori Charlie Geller (John Magaro) e Jamie Shipley (Finn Wittrock), aiutati da un ex mago della finanza (Brad Pitt). Quindi “mentre tutti stappavano champagne, quattro outsider videro ciò che nessuno aveva mai visto” e decisero di puntare contro la stabilità dei mutui e contro il mercato americano, finendo per arricchirsi a spese del mondo intero.
Ma cosa si intende per mutui subprime? Nel film si fa riferimento alle obbligazioni ipotecarie di Ranieri che furono molto redditizie per le grandi banche che guadagnarono miliardi e miliardi con la provvigione del 2% su ciascuna obbligazione che vendevano, ma la cruda realtà ci fa notare che le case non sono infinite e non troppe persone hanno uno stipendio che garantisce di pagare un mutuo.
Così le banche cercarono di riempire le obbligazioni con mutui sempre più rischiosi. In questo modo ottenevano gravi dalla macchina dei ricavi. Questi mutui sono stati chiamati “subprime”. Dunque per “subprime”si intendono quei prestiti che vengono concessi a chi non può accedere ai tassi di interesse di mercati perché ha avuto problemi pregressi nella sua storia da debitore.
Adam Mckay riesce bene nell’impresa di raccontare un ambiente finanziario non parco di dettagli ma invisibile e incomprensibile a chi non ne fa parte, per le continue terminologie tecniche.
Mark Baum, leader del gruppo, è nella realtà Steve Eisman che oggi lavora come amministratore delegato presso il Gruppo Eisman entro Neuberger Berman Group insieme con i suoi genitori, che decenni fa, lo hanno aiutato ad ottenere il suo primo lavoro nel settore finanziario presso Oppenheimer & Company. Eisman in passato ha anche scommesso contro alcune istituzioni di Education for Profit, vale a dire scuole che esistono per dare profitti agli azionisti, puntualmente fallite. Steve Eisman nel periodo precedente alla crisi del 2008, silente ha atteso che il colpevole si chinasse e semplicemente pagasse e mai nessuna attesa fu più gratificante.

Vuoi saperne di più su Steve Eisman? consulta Wikipedia – Steve Eisman

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