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4 Aprile 2020 admin

Ecommerce: cos’è e come funziona

Quando parliamo di ecommerce facciamo riferimento ad una qualsiasi transazione realizzata su una piattaforma online.

Quindi indicare come ecommerce tutte quelle attività di acquisto o vendita presenti online.

Tipicamente lo identifichiamo come la vendita di prodotti online, ma non è corretto limitare il tutto alla vendita di articoli fisici, quando invece dovremmo riferirci a tutte ciò che origina scambio di denaro online.

In sintesi quindi una attività di ecommerce fa riferimento alla vendita di beni e servizi a fronte di un corrispettivo economico che viene trasferito con tecnologie di pagamento online.

Storia dell’ecommerce: quando tutto ebbe inizio?

Vi siete mai chiesti quale è stata la prima transazione online della storia?

Tutto ebbe inizio nell’agosto del 1994 quando un uomo vendette online il CD di Sting “Ten Summoners’ Tales” ad un amico alla cifra di 12€ + spedizione attraverso il suo sito web NetMarket.

Da quella che oggi sembra una banalissima transazione online ha avuto origine tutto il nostro mondo digitale.

Pensate in cosa si è evoluto quel piccolo gesto: nascita di milioni di piattaforme ecommerce in tutto il mondo, sviluppo dei settori connessi come web agency che erogano servizi web, designer online, servizi di spedizione, marketplace, dropshipping e così via.

Si stima che dal 2015 al 2020 la crescita dell’ecommerce mondiale procede ad un tasso del 23% (valore medio che tende ad una crescita più bassa).

La vendita retail di ecommerce è destinata a raggiungere i 27 trilioni di dollari nel 2020.

Le tipologie di ecommerce in base ai soggetti coinvolti

Le tipologie di vendita online differiscono a seconda dei soggetti che prendono parte alla transazione:

  1. (B2C)
    Così come nella vendita “offline” è un ecommerce nel quale un “negozio” vende ad un consumatore finale (tipo esempio è un ecommerce di scarpe che vende al dettaglio);
  2. (B2B):
    Vendita da parte di un negozio ad un altro negozio (un tipico esempio può essere la fornitura di un software ad un altro fornitore di servizi);
  3. (C2C):
    Vendita che avviene tra due consumatori finali (come avviene ad esempio sui marketplace);
  4. (C2B):
    Quando è un consumatore finale che vende ad un “negozio” determinati beni/servizi (come avviene tipicamente con gli influencer che vendono propri contenuti ai brand per fini promozionali);
  5. (G2B):
    Quando un’attività commerciale paga online servizi che riceve da parte di enti pubblici;
  6. (B2G):
    Quando enti statali acquistano servizi/beni online come nel caso di grosse forniture di beni o servizi legati a bandi pubblici;
  7. (G2C):
    Avviene nel caso di vendita di servizi pubblici al cittadino (come ad esempio biglietti per il parcheggio e così via).

Realizzazione ecommerce: quali le piattaforme più utilizzate?

Abbiamo visto quali sono le tipologie di ecommerce sulla base delle parti coinvolte, ma vediamo adesso quali sono le principali piattaforme utilizzate per la realizzazione ecommerce.

La verità è che ci sono molte possibilità di vendita online, ma le più comuni possono essere circoscritte in 3 ambienti:

  • Siti web ecommerce
  • Marketplace
  • Dropshipping

1. Siti web ecommerce

Ovviamente avere il proprio sito web ecommerce è il modo più noto e diffuso per realizzare vendita online.

Come abbiamo spesso analizzato in precedenti articoli, le possibilità offerte dai CMS sono molteplici, ma ogni soluzione è più o meno adatta al tipo di vendita online che dobbiamo realizzare.

Vediamo di seguito i CMS più diffusi:

Magento

Riconosciuto come la soluzione più completa per la realizzazione ecommerce, Magento è un CMS che permette una miriade di personalizzazioni e di funzioni già integrate e pronte per l’uso.

Una precisazione va fatta: non è assolutamente un CMS semplice da utilizzare per chi non è del mestiere, quindi assolutamente è sconsigliata come soluzione selfmade.

Shopify – Soluzione snella, rapida e completa per chi desidera mettere in piedi un sito web ecommerce in pochissimo tempo e senza dover mettere mano a codici o comandi di programmazione. Il grande vantaggio di questo CMS è anche la grande compatibilità con quasi tutti i principali sistemi di dropshipping, il che permette di avere davvero un sito ecommerce completo in pochissimo tempo.

E’ una soluzione che dispone già di hosting e quindi non sarà necessario il noleggio di uno spazio o di un server.

WooCommerce

E’ la soluzione nata per permettere agli utilizzatori di WordPress di poter integrare una soluzione ecommerce nel proprio sito web.

Grazie a tantissimi plugin sviluppati da terze parti e dagli sviluppatori officiali di woocommerce è una soluzione completa e full optional per ecommerce semplici e soprattutto dal volume di prodotti non elevatissimo.

Prestashop

Idoneo per la creazione di ecommerce da basso/medio/alto numero di prodotti, mette a disposizione una delle più complete soluzioni CMS presenti sul mercato.  Le versioni più aggiornate mettono a disposizione anche un builder per la realizzazione grafica del sito web così da rendere il lavoro semplice quasi come se fossimo su un wordpress.

Nella nostra attività di e commerce napoli ci troviamo molto spesso ad interfacciarci con CMS per la creazione di negozi online utilizzabili dai nostri stessi clienti.

Leggi le nostre recensioni sul miglior CMS per la creazione di ecommerce:

Creazione Ecommerce: quale il CMS migliore

 

2. I Marketplace

L’attività di ecommerce può anche avvenire sui noti marketplaces ovvero su siti realizzati per ospitare più venditori su una singola piattaforma.

I marketplace quindi sono piattaforme che non fanno magazzino (ma non è sempre detto), ma che si limitano a far incontrare l’offerta di prodotti di una multitudine di venditori con la domanda.

Vediamo quali sono i principali marketplace sul mercato:

Amazon

Uno dei più grandi marketplace online, con una scelta vastissima di prodotti e venditori. Secondo una statistica emessa dalla stessa Amazon sono circa 2 milioni i venditori sul marketplace americano e si stima che sono destinati ad aumentare.

eBay

Forse il più conosciuto nel nostro paese perché il primo a lavorare massicciamente ad una comunicazione forte e costante, include la possibilità di vendere con il metodo dell’asta, senza un prezzo fisso già prestabilito.

Etsy

Il marketplace dedicato ai prodotti artigianali e fatti in casa permette a milioni di “creativi” di vendere i propri prodotti e di avere una vetrina sui una vastissima platea di potenziali clienti.

Alibaba – Fra i più famosi marketplace al mondo, permette a operatori che lavorano nel settore dell’import/export di ordinare all’ingrosso per la loro vendita diretta o per la rivendita.

Fiverr

Pensata per la vendita di servizi, è il marketplace su misura di freelancer. Su Fiverr hai la possibilità di acquistare servizi di qualsiasi tipo, dalla creazione di un logo, a servizi di web marketing, fino a commissionare veri e propri progetti creativi.

3. Il Dropshipping

Con dropshipping identifichiamo tutta la struttura complessa che sta alla base di un modello in cui il venditore non possiede né produce effettivamente il prodotto venduto.

In sostanza la differenza è proprio questa: nel dropshipping a differenza del modello ecommerce base, il venditore non ha un proprio magazzino.  L’acquisto avviene solo nel momento in qui si riceve l’ordine da parte dell’utente finale.

Le piattaforme di dropshipping più famose:

  • Salehoo
  • Oberlo
  • Spocket
  • Alidropship
  • Alibaba

Conclusioni

Per concludere quindi tutte quelle piattaforme che prevedono transazioni online con scambio di prodotti e servizi vanno a determinare quella che comunemente andiamo ad identificare come attività di ecommerce.

Qualunque sia il modo in cui viene prodotta la transazione, i presupposti saranno quindi i medesimi:

  • Transazione economica con pagamento online;
  • Scambio di beni o servizi.
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